12 marzo, ore 17,00 la nostra Associazione, presso la sala convegni dell'Archivio di Stato sita in via Jan Palach a Vibo Valentia, presenta:

 

 BIANCO

 Di Francesco Mobilio

Francesco Mobilio nasce a Vibo Valentia il 30 giugno del 1970.
Laureato in Filosofia è giornalista/redattore de Il Quotidiano del Sud.
Due le sue opere precedenti (raccolte di articoli) "Centro Storico" ed in collaborazione con il fotografo Raffaele Montepaone "Tre luglio 2006: L'alluvione".
Ha al suo attivo un precedente romanzo "L'attesa"

Lo introduciamo con la recensione del giornalista Franco Pagnotta.

LUCA e Marta, una storia che appartiene alla normalità di una vita fatta di sentimenti e di quotidianità, di improvvisi sbalzi del cuore e di intime inquietudini, di dolore vissuto con razionalità e di un amore che sa andare oltre la malattia e i consolidati schemi sociali e familiari, un legame di affetti che sa volare alto sopra lo scorrere lento di una umanità che appare sempre uguale. L’ultimo romanzo del giornalista e firma storica del “Quotidiano” Francesco Mobilio, casa editrice Monteleone, si presenta accattivante fin dal titolo: “Bianco”.

Una sola parola che racchiude in sé l’essenzialità di una vicenda narrata con leggerezza e scorrevolezza linguistica, semplice nel suo dipanarsi lungo le centoventi pagine del libro e nello stesso tempo capace di sorprendere nell’accompagnare il lettore lungo le vicende dei due protagonisti e dentro le pieghe di un sentimento universale che da loro viene vissuto in maniera personalissima, profonda, totale e discreta. La scena di apertura del romanzo è quella di un bar, dove Luca, architetto, vede per la prima volta una ragazza al bancone davanti ad una tazzina di caffè. Ne rimane folgorato, colpito da quella figura esile e dalla “involontaria dolcezza”, assorta nei propri pensieri. Mentre la ragazza esce dal locale, si volta per un attimo e i loro sguardi si incrociano. “Fu un solo, brevissimo istante, ma ugualmente capace di fare sentire due persone, fino a quel momento del tutto estranee, terribilmente vicine”. Da qui, da quell’incontro non cercato, nasce una storia che dura l’arco di tre stagioni, snodandosi lungo le corde dell’anima e della mente, ogni volta chiamati a dare risposte alle tante domande di un amore mai previsto eppure così grande da convivere, in Luca, con quello verso la famiglia, che poche volte si affaccia tra le pagine del libro, quasi appendice, seppure importante, di un rapporto vissuto al di fuori del mondo, due storie parallele che alla fine a loro modo si incrociano, in maniera discreta e silenziosa, forse logica, quasi a contrapporre le due facce di un medesimo sentimento e a cambiare sostanzialmente il modo di intendere la vita del protagonista. Attorno alle due figure cardine, altri personaggi che apparentemente sembrano secondari, ma che si intrecciano come i tralci alla vite a costruire e a ricomporre i tasselli di due esistenze anonime che si muovono in una città anonima, tra uno studio di architettura, una casa editrice e luoghi indicati dal cuore. E così, a completare il mosaico di una storia intima (“c’è un io per tutti assolutamente inviolabile”) e nel contempo universale, nel romanzo si incontrano Silvia e Marco, i genitori di Marta, di una tenerezza senza confini, il ricordo della nonna, che l’aveva avvicinata al mistero del soprannaturale.

Personaggi, questi, determinanti nell’economia del romanzo, forse per quelle domande sul significato dell’esistenza, sul perché del dolore e dell’amore, sul concetto di libertà, sul destino, sulla fede, su ciò che muove i fili di esistenze che si scoprono “meravigliosamente vulnerabili” e consapevoli che “la vita è fatta di tante occasioni mancate, di conoscenze saltate, senza che nessuno sappia spiegarsi il perché”.  Anime, quelle dei due protagonisti, che si interrogano, sollecitati dagli eventi che li travolgono, anche sulla paura che assale l’uomo e sul ruolo che egli ha avuto dal nascere, quella “dimensione di essere umano che sta al mondo per vivere e non per morire”.  Una nuova scommessa, dunque, per Francesco Mobilio, che ha già all’attivo diverse pubblicazioni e un altro romanzo, “L’Attesa”, che ne ha fatto già apprezzare le indiscusse qualità letterarie e l’originalità nel proporre storie capaci di affascinare fin dalle prime pagine. E una scommessa per l’editore Massimo Porcelli, che in questi anni sta proseguendo con passione e competenza nel nobile lavoro editoriale avviato molti anni fa dal padre.